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Tuvalu sommerso

Un'altra isola scompare a causa dell'innalzamento marino. Alcuni atolli dell'Arcipelago di Tuvalu (nel Pacifico meridionale) sono stati sommersi da forti maree, mentre le colture e i terreni sono stati contaminati da acqua salata e molte spiagge, purtroppo, non esistono più'.

Il mare nel frattempo si sta alzando di circa cinque millimetri all'anno, vale a dire molto più' alto delle recenti, e comunque pessimistiche, previsioni.
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Nuova specie nel Mare di Sardegna

Alcuni esemplari di "Gobius Auratus" sono stati scoperti durante una serie di immersioni effettuate nella ex Base Navy di Santo Stefano in Sardegna.
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La specie vive su fondali fangosi e/o piccoli scoglietti di sassi molto radi ad una profondità tra i 28 e i 45 m.. Le foto del "Gobius Auratus" sono state visionate dai ricercatori dell'Ente Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena e successivamente all'Università di Sassari i quali hanno confermato quale specie sconosciuta in Sardegna.
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Una prima teoria fa pensare che la specie è sempre stata presente; a causa del divieto alla frequentazione durato circa 35 anni si suppone che detto sito può presentare altre sorprese interessanti dal punto di vista biologico.
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L'eco-arcipelago

Il progetto si chiama Energy Island e gli architetti e ingegneri inglesi che lo hanno elaborato sono convinti di aver scoperto il segreto dell'isola del tesoro energetico. Il principio base è lo sfruttamento dell'Otec, l'Ocean thermal energy conversion: si ricava energia dalla differenza di temperatura tra la superficie del mare e l'acqua a una profondità di mille metri. Uno sbalzo che ai Tropici va dai 29 ai 5 gradi.
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«Pensate a un frigorifero al contrario, in cui la differenza di temperatura crea elettricità», spiegano Dominic e Alex Michaels. L'architetto Alex Michaels a Londra è noto per aver attrezzato con una turbina a vento, pannelli solari e sistema di riciclaggio dell'acqua la casa di Notting Hill del leader conservatore David Cameron. Ma questo piano è molto più ambizioso. Si tratta di costruire arcipelaghi di piattaforme marine lungo la fascia tropicale per produrre energia sfruttando la corrente di acqua calda che corre dai Caraibi fino alle coste dell'Africa occidentale e poi dall'Oceano Indiano fino al Mare del Sud della Cina. La zona tropicale è quella ideale per differenza di temperatura tra profondità e superficie.
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Ogni isolotto, equipaggiato con centrali eoliche, fornaci solari, tubature di profondità, turbine e tecnologia Otec potrebbe fornire 250 megawatt. Con 50 mila Energy Islands si produrrebbe energia sufficiente a coprire il fabbisogno del mondo. E l'acqua dolce, sottoprodotto del procedimento, sarebbe tanta da garantire a ogni abitante della Terra due tonnellate al giorno. Ognuna delle colonie energetiche sarebbe completata con case e terreni agricoli per 25 tecnici. Secondo l'architetto Michaels l'organizzazione degli arcipelaghi dovrebbe ricalcare quella delle piattaforme petrolifere, dotando ogni isola di una base d'attracco per supertanker che caricherebbero l'acqua potabilizzata per distribuirla dove ce n'è bisogno. E in futuro, in questi paradisi ecologici, potrebbero essere portati i turisti.

Un progetto di colonizzazione oceanica troppo grande per l'uomo? Recentemente il principe di Galles ha chiesto a scienziati e politici di riscoprire per la battaglia energetica e contro il cambiamento climatico lo spirito che permise di vincere la Battaglia d'Inghilterra contro i nazisti. L'ingegner Dominic Michaels senior ha preso l'appello alla lettera: «Se consideriamo che siamo in guerra per trovare nuove fonti di energia pulita, che il barile di petrolio ha sfondato il tetto dei 100 dollari e le risorse fossili si stanno esaurendo, uno sforzo da economia bellica non è fuori luogo».
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I primi finanziamenti potrebbero arrivare da Richard Branson, il miliardario della Virgin che ha lanciato un concorso per un progetto innovativo che permetta di invertire la tendenza del riscaldamento terrestre. «Per secoli abbiamo cercato di dominare la natura, ora la nostra ultima speranza è lavorare con le forze della natura», dicono i Michaels. In attesa di «sbarcare» sull'Isola dell'Energia, il governo di Gordon Brown ha approvato il rilancio del nucleare: 8 centrali di nuova generazione saranno costruite entro vent'anni.
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Fonte: corriere.it
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Un Arcipelago di Meraviglie

Un possente soffio alto almeno 5 metri e poi un altro e un altro ancora…

Così nella serata del 17 luglio, ad un ritmo lento, tre Balenottere comuni attraversavano il tratto di mare tra la costa a sud dell’isola di Spargi e l’isola di La Maddalena.
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Tre esemplari bellissimi nuotavano tra le barche dei diportisti che, rientrando dopo una giornata di mare, assistevano ad un incontro inaspettato e straordinario. Appartenenti al sottordine dei Mysticeti, le Balenottere comuni, nel periodo compreso tra la seconda metà di giugno e la fine luglio, si spingono nelle acque interne del nostro Arcipelago, per poi ritornare nel loro ambiente, quello pelagico. Con un ritmo regolare e velocità costante le balene hanno nuotato tra le barche fino alla punta nord dell’isola della Presa, regalando ai visitatori dell’Arcipelago uno spettacolo davvero entusiasmante.
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Gli esemplari sono stati seguiti dai ricercatori dell’Ente Parco e del Centro Ricerca Delfini di Caprera, che insieme alla Capitaneria di Porto di La Maddalena hanno monitorato gli animali affinché raggiungessero batimetrie più elevate ed hanno vigilato allo scopo di evitare che il traffico nautico presente nel tratto di mare interessato causasse loro problemi.
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La Balenottera comune è uno degli animali più grandi presenti sul pianeta; presente regolarmente nell’area ligure provenzale, è un ospite occasionale di queste acque. Nuotatore eccezionale, capace di percorrere lunghe distanze, può raggiungere dimensioni di oltre 20 metri.
Nel Mediterraneo la sua dieta è basata principalmente su crostacei eufausiacei appartenenti alla specie Meganyctiphanes norvegica, includendo anche sardine e piccoli pesci azzurri.
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L’abbondanza di pesce pelagico presente nel nostro mare in questi giorni potrebbe essere una delle motivazioni che le ha spinte a visitare queste acque, regalando all’Arcipelago una serata speciale, Arcipelago che ancora una volta ci stupisce per le sue bellezze naturalistiche.
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Fonte: LaMaddalenapark.it
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